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 Etnografia Ipermediale

Università degli Studi della Basilicata - Sede di Matera

Corso di Laurea Specialistica in:

Nuove Tecnologie per la Storia e i Beni Culturali (A.A. 2009-2010)

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Etnografia Ipermediale

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Titolo del corso Etnografia ipermediale

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SIGNIFICATO DI "IPERMEDIALE"

 

Il multimediale è un metodo comunicativo; l’ipermediale è una procedura cognitiva. Questa è la differenza teoretica forte fra i due termini, differenza che, sottolineata e memorizzata,può quotidianamente essere omessa, evitando il rischio di essere tacciati di pedanteria. Un metodo comunicativo può richiedere più o meno attenzione, può essere più o meno complesso,ma non comporta una innovazione cognitiva, non richiede all’utente di sperimentarsi in processi di scoperta. La conoscenza di un prodotto ipermediale, o anche solo di un iperbase molto schematica e non multimediale, invece, necessita di un approccio alla conoscenza diverso: raccogliere dati in Internet – per esempio – non è come cercarli su un giornale, un libro, una rivista. Quello che manca è la linearità del processo conoscitivo. Il sapere ipermediale è stratificato (non necessariamente in modo gerarchico), ogni dato è affastellato su un altro, non basta voltare pagina e proseguire il ragionamento, bisogna scegliere, “saltare” e proseguire. Bisogna confrontarsi con l’intera struttura che è costituita da “spazi di sapere” che, collegati fra loro, danno vita ad una rete. L’ipermedia è una estensione dell’ipertesto5, cioè di un testo strutturato secondo modalità non sequenziali, ma reticolari. L’ipertesto consente di correlare tra loro diverse informazioni attraverso una struttura organizzata di nodi (unità basilari di contenuto) e collegamenti o link (strutturareticolare) consentendo all’utenza di:

o visualizzare e comporre (vs. comporre e visualizzare) le informazioni secondo una procedura associativa e non lineare;

o richiamare le informazioni in modo dinamico, sia dal punto di vista del cosa, sia del quando;

o creare collegamenti non progettati inizialmente, e tuttavia utili dal punto di vista del singolo utente;

o collegare tra loro molte informazioni estremamente eterogenee. 

Un ipertesto, costituito da sola scrittura senza l’apporto di altre forme o strategie comunicative rimane comunque, pur non essendo multimediale, una struttura ipermediale. 

 

Le relazioni che si progettano fra i vari nodi di una struttura ipermediale sono relazioni di tipo semantico, per questo si richiede all’utente una meta-conoscenza ipermediale, cioè una conoscenza cognitiva del mezzo, e forse per questo l’utilizzo di simili “strutture” conoscitive, dopo un iniziale entusiasmo, può creare situazioni di disorientamento e frustrazione. L’analisi dell’esplorazione di un’iperbase, allora, richiede un approccio gnoseologico diverso, tanto perché la navigazione nel magma delle informazioni supera i paradigmi di induzione e deduzione, non fosse altro – ed è solamente il fattore più immediato ed eclatante – perché non esiste un principio ed una fine fra le informazioni, il circolo gnoseologico fra generale e particolare non è applicabile. Le basilari condizioni del narrare (« bisogna dunque che le favole, se vogliono essere ben costituite, né comincino da qualunque punto capiti, né dovunque capiti finiscano; ma si attengano a quelle idee di principio e fine che abbiamo dichiarato» vengono sostituite con modalità nuove. La ricerca in una struttura siffatta e le eventuali modifiche dell’utente richiedono inferenze in mancanza di sapere, richiedono, cioè, un meccanismo conoscitivo mai preso in considerazione dalla logica classica, eppure utilizzato con successo nella vita quotidiana. «Se fosse vero, dovrei saperlo; poiché non lo so, è probabilmente falso», questo è il procedimento abduttivo definitivamente rivalutato da Peirce e che, oggi, ben si adatta alla conoscenza che ci viene richiesta nell’interazione con il prodotto digitale. La banale procedura di rendere digitale un testo creato per il cartaceo conduce ad un insuccesso non tanto per le scomodità pratiche che implica, quanto per le procedure cognitive e sensoriali che non vengono richieste all’utente; come appare difficoltoso, se non impossibile, rendere a stampa un contenuto progettato come ipermediale: avrebbe senso chiedere di sedersi a guardare una televisione che trasmette suoni senza immagini? Dunque, l’ipermediale richiede un nuovo tipo di progettazione e rappresentazione della conoscenza, una scrittura non più lineare, una rinnovata modalità di ricerca della informazioni e di lettura.

 

(Brano tratto da: Angela Spinelli, Il processo metaforico come principio di interattività). Scarica l'intero articolo in formato .pdf cliccando qui (tasto destro del mouse > salva oggetto con nome).

 

 

PROGRAMMA

Obiettivi
Fornire gli strumenti teorici e metodologici per realizzare ipertesti etnografici che integrino i diversi tipi di documenti prodotti durante l'indagine etnografica. Il risultato finale sarà la produzione di un CD-ROM, un DVD, un sito web o anche una installazione etnografica. Gli studenti che intendono seguire il corso dovranno aver precedentemente (durante gli altri corsi del settore DEA) svolto una breve ricerca sul campo.

***Per sostenere l'esame gli studenti dovranno realizzare una rappresentazione etnografica ipermediale (sito web, cd-rom, installazione) su un tema da concordare con il docente fin dalla prima lezione. In sotituzione di questa esercitazione, glis tudenti potranno realizzare una tesina o una traduzione da concordare con il docente.

CONTENUTI
La crisi della rappresentazione e la critica all'antropologia - Antropologia dialogica - Polivocalità - Punti di vista - Connessioni fra arte e antropologia - Interattività.

BIBLIOGRAFIA
1) Bella DICKS and Bruce MASON, Hypermedia and Ethnography: Reflections on the Construction of a Research Approach, "Sociological Research Online", (1998), vol. 3, no. 3, <clicca qui per leggerlo online nella versione originale > . La traduzione sarà consegnata agli studenti nel corso delle lezioni.

2) Terence WRIGHT, Visual Impact. Culture and the Meaning of the Images, Berg Publishers, 2008. pp. 121-156.

NOTE
La bibliografia definitiva sarà comunicata nel corso delle lezioni.

Per contattare il docente: clicca qui e vai al modulo di invio.